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Cani
di Fonni
Narra la tradizone locale, che i mastini fonnesi venivano usati nell'ottocento dalle "bardane" o "isciorrobatorios" . si trattava dell'azione di bande di fuorilegge a cavallo costituitesi al fine di razziare il bestiame, le proprietà e addirittura interi paesi del campidano. Inoltre sono stati importanti protagonisti nella guerra tra Fonni e Villagrande Strisaili per la conquista del Montenovu. I primi detentori di questa particolare razza canina erano "sos de Aggistru" e "sos de Biaceddu" che possedevano i cani più belli; oltre a questi c'erano "sos Manias", "sos Maggios", |
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| "Tracathu", "Othale" e "sos de Vracone". Purtoppo diversi possessori di questi cani erano particolarmente gelosi dei loro esemplari tanto da preferire la soppressione delle femmine alla nascita, pur di non permettere ad altri di possedere la stessa razza di cani. Per questo motivo "tiu Giovanni Addai" e "tiu Predu Muiccio" desiderosi di possedere questa razza sottrassero una cucciolata per formare la stirpe dei famosi "ànes de Addai". Nel 1951, quest'ultimo regalò una coppia di cani a "tiu Giuseppe Coccollone" dando così origine alla stirpe di "sos ànes de Cussuggia". | |
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Attualmente
tutti i cani di razza fonnese discendono da queste due stirpi: "sos de
Addai! E "sos de Cussuggia", allevati ancora oggi con cura da Giovanni
Loddo "Addai", che è stato ed è tuttora uno dei più grandi appassionati
del cane fonnese. Le caratteristiche principali di questo cane sono la
forza e l'aggressività che si manifesta soprattutto verso l'uomo; sono
inoltre dotati di un grande udito e olfatto. A questo proposito, i pastori,
che sono grandi conoscitori di questa razza canina, ritengono che il loro
abbaiare sia diverso a seconda che nelle vicinanze ci siano persone o
animali.
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| Essi vengono utilizzati come cani da guardia nei pressi degli ovili e sono definiti "ànes de accappiu". Generalmente i maschi adulti vengono legati ad una catena in una spazio sotto un albero provvisti di un collare di cuoio costruita artigianalmente (sa 'utturada). Inoltre, aiutavano i pastori a governare il gregge, difendendolo dagli attacchi degli animali selvatici, soprattutto dalla volpe. I racconti, a proposito del loro addestramento, sono molto suggestivi: i cuccioli crescevano senza avere contatti con l'uomo, spesso venivano tenuti in buche scavate nel terreno "sas tanas" (le tane) e ricoperte di frasche. Il loro solo nutrimento era il latte di pecora, in modo tale da poter associare gli odori degli animali che li aveva nutriti. All'idea di "madre" che veniva poi difesa con accanimento in ogni circostanza. Il possedere uno di questi cani rendeva orgoglioso qualsiasi pastore che ne decantava le doti di sensibilità e intuito. | |